Davanti a tutti i popoli

da Francesco Cardarelli

Davanti a tutti i popoli è il terzo lavoro di produzione musicale firmato Unione Sanguis Christi.
Nonostante sia preceduto da altri due dischi, per me è come se fosse il primogenito, in quanto caratterizzato dalla totale libertà di espressione rispetto ai precedenti lavori, in special modo rispetto a Berit che è un ciclo tematico di immersione nell’Alleanza di Dio con l’uomo.
Non che questo tema sia assente nel presente lavoro, anzi, tuttavia il tratto distintivo di questo nuovo disco sta nell’alternanza fra Parola di Dio e risposta esistenziale dell’uomo e della donna di oggi, impregnandosi di un’esperienza personale che precedentemente non si riusciva ancora a raccontare del tutto.
Mentre i precedenti lavori sono stati registrati continuativamente, Davanti a tutti i popoli raccoglie esperienze, consapevolezze ed intuizioni maturate nel corso degli ultimi tre anni, che hanno ineluttabilmente segnato la storia collettiva e le nostre vicende personali.
Ciò giustifica la variegatura stilistica presente all’interno del progetto. Mentre prima reputavo prioritaria la coerenza nei suoni, nello stile, nei temi, allo stato attuale la principale istanza è stata quella di offrire verità: la vita non si svolge coerentemente ai nostri parametri, ma è un inedito continuo di situazioni anche contrastanti da cui, però, scaturisce sempre il frutto dello Spirito.
Il titolo dell’album si rifà all’omonimo brano di apertura che musica il salmo 116, fortemente emblematico della spiritualità del Sangue di Cristo e dello slancio missionario che ci caratterizza: «innalzerò il Calice della Salvezza, adempirò la Tua promessa di giustizia… e invocherò il Tuo nome, ti chiamerò Signore davanti a tutti i popoli!».
Una frase di una riga che racchiude tutta l’essenza del sacerdozio missionario e che abbiamo messo in musica scegliendo una chiave rock, genere della frontalità per eccellenza, per veicolare il messaggio nel modo più autentico ed immediato possibile. Effettivamente il rock è il genere che prevale in questa serie di brani, ma non mancano ballads ed arrangiamenti pop molto moderni ai quali strizziamo l’occhio di buon grado per il semplice fatto che costituiscono una piattaforma comune di linguaggio.
La casa dei nomadi, inno del presente anno pastorale, risponde proprio a questo desiderio di incontro fra la missione della Chiesa ed una società umana in continuo divenire per la quale vogliamo impegnarci ad essere autenticamente casa, ascoltando ed accogliendo il bisogno di senso di tutti, indistintamente.
Perché ciò avvenga, però, è necessario coltivare i sentimenti giusti, quelli che scaturiscono dal cuore di Cristo: Ora che sei qui è un canto di adorazione non convenzionale, in cui, nell’intimità dell’incontro eucaristico, l’orante grida a Gesù di infrangere tutte le barriere perché, sostando nel Suo cuore, i due diventino uno.
Chiedo è il manifesto del desiderio ch il cristiano ha di fare la differenza nelle sfide del quotidiano, confidando nella paternità di un Dio che è sempre fedele alle promesse e che ci soccorre con le Sue risorse, che amplificano le nostre, come avviene nella moltiplicazione dei pani ad opera di Gesù, evento che costituisce il leitmotiv del brano Imparare da te, versione rinnovata del brano La misura dell’amore scritto anni fa da don Settimio Carone.
Una perla contenuta in questo album è il brano Il suo Sangue, scritto diversi decenni fa da Angelo Lagorio, che è diventata negli anni una delle canzoni più rappresentative della spiritualità del Sangue di Cristo ma di cui non esisteva una versione registrata. Realizzare questo brano è stato un compito di grande responsabilità, ma grazie all’eccellente lavoro di produzione di Andrea Madeccia e alla voce straordinaria di Sara Giovannoni, speriamo di aver reso giustizia all’autore e di offrire alle persone un modo quotidiano di ascoltare il brano e usarlo per la propria preghiera personale anche al di fuori delle celebrazioni.
Potevo solo farmi uomo, per me, costituisce il cuore pulsante di questo album ed è probabilmente la canzone che amo di più fra quelle che ho scritto: è arrivata come un flusso impetuoso, la risposta frontale di Gesù alle mie domande di senso in un tempo molto buio della mia vita. Non è stato facile scegliere di esternarla, ma se ne fossi stato geloso sarei andato contro a ciò che mi spinge a fare musica, cioè il veicolare l’opera di Dio.
Non poteva certo mancare un’invocazione allo Spirito Santo: il Veni Creator in italiano, reso in una maniera talmente intima e suggestiva che non abbiamo mai smesso di impiegarlo nei nostri momenti di evangelizzazione; ne esisteva già una versione registrata, realizzata da noi in gioventù, ma ci è stato proposto di rielaborarla in una nuova veste.
Altra canzone molto particolare è Porpora, realizzata a quattro mani con Andrea, il cui testo ha visto la luce mentre meditavo sul vangelo della mia prima celebrazione eucaristica, quello dei vignaioli omicidi: parla di una vita che si riscatta dalla tirannia del peccato, una vita, che se impari a cedere in questo mondo, sovrabbonderà per l’eternità.
Inoltre, sono particolarmente felice di aver ricevuto in dono un testo da parte del seminarista Antonio Morgillo, che non ho indugiato a musicare perché mi ha molto colpito: così è nata Nabì, che in ebraico vuol dire “profeta” ed esalta l’elezione che Dio riserva, in modo unico, ad ogni battezzato, nonostante la ritrosia che lo stato di peccato può generare nel cuore umano.
La chiosa di questa carrellata eterogenea di canzoni non poteva che essere la nostra giaculatoria per eccellenza, l’Eterno Padre, resa in una maniera tanto essenziale quanto intima, con un solo arpeggio di chitarra acustica e tutta la passione per il Divin Sangue che le nostre voci potessero emanare.
Ciò che più mi rende orgoglioso di questo nuovo album è la comunione da cui scaturisce: con gli autori, don Emanuele, don Settimio, Antonio, Andrea; con Sara che da sempre ci mette tutto l’entusiasmo di cui dispone; con don Giacomo Manzo, direttore USC, che crede fortemente nella forza della musica per evangelizzare e per diffondere il carisma; con don Daniele Bertino, direttore della pastorale giovanile, il quale con discrezione ha sempre sostenuto il nostro progetto; con don Terenzio, nostro direttore provinciale, che continua a benedire questa modalità di annuncio sotto l’egida della Congregazione e con tutti i confratelli che ci sostengono.
Ma sono tutti coloro che ci ascoltano e ci ringraziano per aiutarli a pregare a darci la motivazione e l’energia per continuare a scommettere su questa bellissima arte che, non mi stancherò mai di ripeterlo, raggiunge direttamente il cuore.

Condividi          

Scopri gli album

Berit

Berit

Berit in ebraico significa alleanza e nella Scrittura, sin dall’Antico Testamento, fa riferimento all’alleanza tra Dio e l’uomo. Il nuovo cd musicale della Unione Sanguis Christi ha proprio questo titolo Berit per ripercorrere la storia d'amore tra Dio e il Suo popolo...

Acqua, vento e fuoco

Acqua, vento e fuoco

Il CD musicale "ACQUA VENTO FUOCO", con delle canzoni stupende sullo Spirito Santo, sul Sangue di Cristo, con parole di San Gaspare e del Venerabile Giovanni Merlini. Testi profondi che sono vere e proprie poesie con musiche che aiutano nella preghiera e...

Davanti a tutti i popoli

Davanti a tutti i popoli

Condividi          Scopri l'album(F. Cardarelli) Anche quando dicevoSono troppo infelice ioHo credutoAnche quando pensavoOgni uomo è un inganno ioHo speratoMi stringevano funi di morteEro oppresso dai lacci degli inferiMi opprimevano angoscia e tristezzaMa Tu hai...